La ripresa a due marce: prima il turismo leisure poi (forse) quello business

Nel 2020 e nei primi mesi del 2021 il turismo ha subito una battuta d’arresto senza precedenti che ha visto un calo del fatturato nei soli primi 6 mesi del 2021 di oltre il 74% rispetto al 2019(1). Lo scorso anno il calo degli arrivi internazionali in Italia è stato del 64% e il numero dei visitatori pernottanti diminuiti di circa il 61%, un numero pur sempre più contenuto rispetto alla media mondiale del -72,9%. (2)

Dalla fine di aprile, grazie a sempre più vaccini amministrati e un costante allentamento delle restrizioni sanitarie, il numero di viaggiatori in Italia ha ripreso a salire, prevalentemente italiani ed europei. E sono proprio questo tipo di viaggiatori, leisure e domestici, a trainare la ripartenza. Paesi come la Cina e gli Stati Uniti si stanno riprendendo più velocemente dei paesi europei perché possono contare su una forte domanda interna. (3)

In Italia, secondo un’indagine di Federalberghi, il 93% degli italiani quest’estate rimarrà in Italia e circa il 50% si sposterà in auto. La possibilità di potersi muovere con mezzi di terra, come auto e treni, sarà un fattore decisivo nella scelta delle destinazioni e quei paesi con buone infrastrutture avranno un vantaggio sulle altre.

I viaggi leisure in Italia potrebbero tornare ai livelli del 2019 già nel 2022, ma alcune destinazioni verranno preferite rispetto ad altre. Località di mare e montagna, che offrono molti spazi all’aperto e vicine ad attrazioni naturali vedranno un numero maggiore di visitatori rispetto alle città. Strutture come campeggi e glamping, un campeggio più lussuoso, stanno diventando sempre più popolari perché offrono la possibilità di rispettare facilmente il distanziamento sociale e poter stare con i propri amici o familiari in sicurezza.

Nei primi mesi del 2021 l’occupazione delle camere a Firenze, Roma e Venezia è diminuita del 70% rispetto allo stesso periodo del 2019, le città d’arte, al contrario delle località di mare o montagna, vedranno un ritorno dei visitatori più lento. Questo tipo di destinazioni sono le predilette dai turisti internazionali, ora bloccati, e anche l’altro pilastro per le città, i viaggiatori per affari, che in bassa stagione riempivano le camere, faticano a tornare. (5)

I viaggi di lavoro saranno più lenti a riprendersi, con stime che li vedono tornare ai livelli del 2019 solo nel 2027 (4). Il business travel, seppur più lentamente, si riprenderà in modo simile ai viaggi leisure, quindi prima rimanendo entro i confini nazionali ed europei per poi aprirsi anche a viaggi intercontinentali. Molte aziende, in questo momento, non hanno però dei piani precisi e definiti per il ritorno dei viaggi, a pesare molto sono le restrizioni sanitarie, come quarantene per entrare in alcuni paesi, e il matrimonio tra smart working e lavoro più “tradizionale”, in ufficio. In Italia le persone che hanno la possibilità di lavorare da remoto sono quasi 8 milioni, quindi circa il 15% della forza lavoro, un numero non indifferente. (6)

I viaggiatori di lavoro possono essere divisi in tre categorie:

  • la prima è costituita da coloro che non hanno mai smesso di viaggiare, come dirigenti d’azienda o tecnici.
  • la seconda è formata da quelle aziende che hanno raggiunto un livello di efficienza lavorativa da remoto altissima, come aziende nel settore tecnologico. Questo tipo di aziende ridurranno al minimo i viaggi di lavoro per poter risparmiare.
  • La terza categoria è composta da aziende di media – piccola dimensione, che viaggiano prevalentemente per costruire o consolidare con i propri clienti e per paura di non “perdere l’occasione” riprenderanno a viaggiare non appena il loro competitor li riprenderà, scatenando una specie di effetto domino. (8)

Le persone che si definiscono nomadi digitali sono notevolmente cresciute rispetto al 2019. I “nomadi digitali” sono quelle persone che possono continuare a lavorare anche spostandosi. Lo smart working e la sua flessibilità verrà sempre più implementata nei viaggi di lavoro, che potranno essere più lunghi e con la possibilità di portare con sé la propria famiglia o un proprio caro, unendo il lavoro al piacere, in inglese bleisure. Molti gruppi alberghieri si stanno già attrezzando per accogliere gli ospiti - lavoratori, come ad esempio Hyatt che offre sconti per le permanenze più lunghe di 29 giorni o Accor che mette a disposizioni dei luoghi dove poter lavorare in tranquillità.

Durante la pandemia abbiamo anche assistito ad una “guerra dei prezzi”, l’idea è di cercare di vendere più camere proponendo un prezzo più basso rispetto ai competitor. Questa strategia, come ha evidenziato uno studio della Cornell condotto da Sherri Kimes e Dave Roberts, è stata fallimentare, non ha portato ad avere più ospiti e non è riuscita ad arginare le perdite per il semplice motivo che i viaggiatori in questo periodo più che ai prezzi sono interessati alla sicurezza. E come questo studio dimostra, quelle strutture che al contrario hanno puntato sui protocolli sanitari e a garantire agli ospiti un servizio eccellente hanno avuto un numero maggiore di ospiti, tra i pochi che viaggiavano, e sono riusciti quantomeno a limitare le perdite. (9) Lo studio si riferisce al periodo del 2020 ma se ne possono trarre degli insegnamenti anche per il futuro, flessibilità e chiarezza, delle norme sanitarie vigenti e dei protocolli di sicurezza, saranno elementi sempre più richiesti, e sempre più importante sarà l’esperienza.

(1)  https://www.federalberghi.it/comunicati/lestate-degli-italiani.aspx#.YQq1fY4zY2w

(2) https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/indagine-turismo-internazionale/2021-indagine-turismo-internazionale/statistiche_ITI_18062021.pdf

(3) https://str.com/data-insights-blog/50-state-demand-state-level-recovery-lines

(4) https://www.mckinsey.com/industries/travel-logistics-and-infrastructure/our-insights/perspectives-on-travel-recovery-italy

(5) STR

(6)  https://www.corrierecomunicazioni.it/lavoro-carriere/smart-working/lo-smart-working-potrebbe-coinvolgere-per-82-milioni-di-lavoratori-italiani/

(8) file:///C:/Users/hew134136nl/Downloads/Covid4Report%20KimesRoberts.pdf

 

Rodolfo Malacrida


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