Il viaggiatore dopo la pandemia -Esperienza, connessione, wellness ed ecosostenibilità

Esperienza, connessione, wellness ed ecosostenibilità. Queste sono le quattro caratteristiche che dopo l’inizio della pandemia sono sempre più ricercata dai viaggiatori.

L’esperienza è l’aver vissuto il viaggio nel suo complesso, non più l’aver visitato una destinazione famosa. Il viaggio inizia non appena si lascia la propria casa e finisce nel momento in cui vi si fa ritorno, e il desiderio di voler condividere quest’esperienza con i propri cari o amici è sempre più forte. Non si vuole più “essere stati in tale luogo” ma aver portato con sé un pezzo di quel luogo e aver lasciato un impatto positivo sul luogo visitato.

Qui l’esperienza si unisce alla connessione sia con i propri compagni di viaggio che con la cultura e le persone del luogo che si visita. Questo tipo di turismo, dove lo scopo è connettersi con il territorio e condividere l’esperienza con amici o propri cari, si chiama experiential tourism, e sta crescendo sempre di più. Anche l’adventure tourism, un tipo di turismo che vede protagonista lo sport e il legame al territorio, che oggi ha un mercato di circa 7 miliardi è destinato a crescere, secondo alcune stime di oltre 2 miliardi entro il 2030.

Il wellness sarà un aspetto sempre più ricercato, perché risponde all’esigenza di riscoprire sé stessi e il fattore umano. E per wellness non si intende solo i servizi come la spa, ma anche l’alimentazione sana e la cura personale. La wellness economy, quindi l’insieme di tutte le industrie che permettono ai consumatori di integrare nelle loro vite attività wellness e wellness lifestyle, vale oltre 4 trilioni di $ ed è un mercato destinato ad espandersi ulteriormente.

L’ecosostenibilità, che va dai mezzi di trasporto al riciclo, nel futuro sarà sempre più rilevante. Secondo alcune stime nel 2017 aveva un’influenza di circa il 50% nella scelta della destinazione mentre oggi, con sempre una sempre più maggiore sensibilità verso le questioni ambientali, avrà sempre più considerazione.

Molti ospiti opteranno per permanenze più lunghe, sia per poter vivere al meglio il viaggio e sia perché, con la flessibilità offerta dallo smart working, non devono essere necessariamente in ufficio per lavorare. Strutture long – stay, che nel 2020 sono riuscite a limitare le perdite più di altre strutture, continueranno ad essere richieste.

Millennial e Generation Z sono i nuovi utenti a cui bisogna rivolgersi. Per queste generazioni il ruolo della tecnologia è sempre più centrale; tecnologia intesa non come robot o intelligenza artificiale, ma strumenti come app di messaggistica o di recensioni. I nati dopo gli anni ‘90 sono abituati ad una vita “on-demand” e vogliono avere tutto a disposizione in un click: informazioni, itinerari, risoluzione dei problemi.

Inoltre, in un periodo d’incertezze e dubbi come quello attuale, dove è facile confondersi tra le varie regole, oltre ad un sito chiaro e intuitivo, è necessario dare agli ospiti la possibilità di comunicare direttamente con lo staff in modo facile darà alla struttura una marcia in più.

 

Rodolfo Malacrida

 


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