ESG: una parola sulla bocca di tutti

 

Al G20 di Roma ed al COP26 di Glasgow abbiamo visto come il tema centrale delle discussioni dei leader mondiali sia l’ambiente e la conservazione della terra.

Per questo “ESG" è, e diventerà sempre più, un concetto imprescindibile.

Noi di RES ne abbiamo sentito parlare nei panel dell’International Hotel Investment Forum 2021 a Berlino e ne abbiamo fatto tesoro.

E' il momento di scegliere guardando al futuro, non solo per quanto riguarda gli investimenti, ma anche nelle scelte quotidiane di tutti noi.

Ma cosa vuol dire questo acronimo? Perché è così rilevante? Perché tutti ne parlano? In questo breve articolo proveremo a rispondere alle domande più rilevanti sull’argomento.

 

  • Cosa significa letteralmente ESG?

ESG significa: Environmental, Social, Governance. L’acronimo risale già al 2005, ma solo ultimamente si è concretizzato in metriche oggettive dalla quale è possibile estrapolare analisi numeriche e statistiche.

I criteri ESG sono standard oggettivi per garantire il raggiungimento di determinati risultati a livello di ambiente, sociale e di governance. Questi criteri sono utilizzati oggigiorno dagli investitori per valutare e decidere le loro scelte di investimento.

 

  • Come si è arrivati a ESG?

Il punto di partenza del cosiddetto “percorso di consapevolezza” dei limiti legati all’ambiente e alla gestione delle risorse risale agli anni ’70 quando il club di Roma al MIT ha redatto il rapporto “I limiti della crescita”. successivamente a Stoccolma è stata tenuta la prima conferenza sull’ambiente.

Questo percorso ha avuto il suo culmine nell’agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e i 17 SDGs (sustainable development goals) delle Nazioni Unite e gli Accordi di Parigi. I 17 obiettivi per lo Sviluppo sostenibile compongono un vasto programma di azioni e target legati alla tutela delle persone, lotta alla povertà, cambiamento climatico, modelli di consumo e produzione.

 

  • Ma perché questi criteri sono così rilevanti per le scelte di investimento?

Quando un investitore deve decidere su cosa investire valuta sicuramente aspetti finanziari, ma non solo. Per investimenti più stabili e di lungo periodo le analisi extra finanziarie sono necessarie. Se i criteri ESG sono rispettati è più probabile che in caso di imprevisti vari (catastrofi ambientali, pandemie, controversie) la società sia più solida e sia minormente colpita.

 

  • Come fa un’azienda ad intraprendere un percorso di attività che permetta di migliorare l’impatto ambientale e sociale?

L’azienda deve iniziare un percorso di transizione ed innovazione che include una trasformazione energetica, digitale, economica ed anche un cambiamento del modello di business. Da queste azioni nascono i “transition risk” che possono però essere mitigati dall’uso del digitale che può andare ad accelerare i processi innovativi, e il redesign dei processi.

 

  • Quali tipi di nuovi processi possono essere creati sull’onda di ESG?

Un ottimo esempio di nuovi processi è la rigenerazione di una materia obsoleta che si concretizza nell’economia circolare. Società come l’italiana startup RiCircola lavorano per riutilizzare tantissime materie di scarto generate da processi produttivi o prodotti non conformi. È infatti importante capire che la sostenibilità non è abbastanza, va implementata una “rigenerazione”.

 

  • Cos’è il rischio “green washing”? Può essere legato a ESG?

Il “green washing” sono quelle azioni che le aziende compiono per  mostrarsi falsamente attente alla sostenibilità. Queste società predicano falsamente valori green/sostenibili/sociali, ma nella realtà hanno valori orientati al solo profitto. Grazie ai criteri ESG l’analisi della “bontà” di un’azienda diventa oggettiva e misurabile, evitando così il rischio green washing.

 

  • Come facciamo a sapere che un prodotto è stato creato seguendo i criteri ESG?

Grazie al servizio online gratuito “2030 Calculator” realizzato da Doconomy si può misurare l’impatto ambientale di prodotti e servizi. Il 2030 Calculator permette di calcolare velocemente il product carbon footprint. Vi sono poi certificati come BCorp che garantiscono che l’azienda sta seguendo una via di business più “evoluta”.

 

  • I criteri ESG sono utili solo per gli investimenti nei settori legati direttamente a Environmental, Social e Governance?

Assolutamente no! ESG è presente nelle valutazioni di tutte le attività, compresa quella dell’Hospitality.

Oltre alle richieste degli investitori anche i viaggiatori delle nuove generazioni sono sempre più consapevoli ed attenti all’impatto ambientale delle loro vacanze. Per questo società come A&O hostels si sono posti l’obiettivo della carbon neutrality. In Italia Lario hotels è la prima realtà alberghiera a diventare certificata BCorp.

 

  • Le metriche di profitto cozzano con quelle ESG?

No, l’eticità e il profitto sono ormai una cosa sola. Per far sì che un progetto duri a lungo e sia profittevole bisogna tenere conto di ESG in qualsiasi settore.


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